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Tipo: Balletto
01 febbraio 2020 20:45
balletto in due atti
coreografia FREDY FRANZUTTI
musica PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ
IL LAGO DEI CIGNI è un prodotto tipico della scuola ballettistica francese, in cui si intrecciano pantomima, i divertissement delle danze folkloristiche, le sfumature malinconiche e l’atmosfera lunare, il doppio ruolo Odette/Odile, cigno bianco e cigno nero, antitesi tra Bene e Male.
IL LAGO DEI CIGNI ha sempre riscosso enorme successo popolare e risulta essere il più affascinante tra i capolavori di Čaikovskij, non solo per i significati reconditi ma anche per la calda atmosfera romantica e per la poesia del tema d’amore. Esercita un fascino durevole perché incarna la romantica aspirazione verso un ideale irraggiungibile.
La leggenda della donna-cigno, emblematica e seducente, ci riporta al complesso di miti e leggende riguardanti le metamorfosi di un essere umano in animale. Nascosta dietro il classico atteggiamento del cigno si cela il personaggio di una donna eroina e vittima per eccellenza, Odette, appunto, cigno bianco. Diversa è Odile, cigno nero, che rappresenta la seduzione, la “belle dame sans merci”, la sinuosa che inganna con l’aspetto. Il cigno bianco è la donna angelicata, l’ideale che lo accompagna tutta la vita. Il cigno nero è la “femme” tout court che lo riscatta dalle insicurezze. Siegfried, diversamente da altri prìncipi del balletto, rappresenta l’uomo terrorizzato dalla paura di crescere. Spaesato, dai sentimenti eterni, si trova di fronte al non facile dilemma dell’universo femmi¬nile. Da qui l’intuizione di Fredy Franzutti, uno dei coreografi più apprezzati nel panorama nazionale, di ambientare il suo Lago dei Cigni nella Baviera “fin de siècle” del Re Ludovico II, che proprio negli anni della composizione fu dichiarato pazzo e deposto. Citazione diretta nella bella scenografia dipinta che rappresenta il favoloso castello di Neuschwanstein - dimora privata di Ludwig, che non a caso significa: Il Castello della Nuova Pietra del Cigno. La regina madre diviene una energica “arricchita”, Rothbart è qui un fantasma oscuro che, come un diavolo delle tentazioni, chiede al giovane principe la sua anima (il tramutarsi in cigno) in cambio di una vita senza responsabilità e per sempre giovane.
Il balletto nella versione di Franzutti ha il merito di rendere più esplicite alcune prospettive già presenti nella concezione musicale di Čaikovskij nelle quali anche l’uomo di oggi, può ritrovare suggerimenti o spunti per una riflessione attuale che risolva la sua eterna crisi d’identità.
Dal libro “Mi è caduta la danza nel piatto” di Vittoria Ottolenghi:
«C’è qualcuno che ancora osa - dopo i prodigi conclamati di Mats Ek e di Mattew Bourne - reinventare, a suo modo, uno dei capolavori, per così dire, intoccabili: Il lago dei Cigni. E lo fa con ballerini di sorprendente qualità, con esito trionfale. Parliamo di Fredy Franzutti e del Balletto del Sud».
La data
1 febbraio Firenze, Teatro Verdi
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